Parapendio: la conquista della terza dimensione
Perché voliamo, come siamo arrivati fin qui e perché le Dolomiti sono il palcoscenico perfetto
C’è un momento preciso, sospeso nel tempo come una bolla di sapone, in cui il suolo smette di essere obbligatorio. I piedi lasciano l’erba, il ronzio del mondo si affievolisce e intorno rimane solo il fruscio discreto del vento sulle celle di nylon. Stai volando. Non su un aereo, non aggrappato a una struttura di alluminio con turbine ruggenti: stai volando semplicemente sorretto da aria compressa dentro una vela che hai piegato con le tue mani. Stai volando con un parapendio.
Il parapendio è una delle grandi rivoluzioni silenziose del Novecento. Nessun motore, nessuna pista, nessuna torre di controllo: solo un pilota, una vela e la fisica dell’atmosfera. Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una storia affascinante di ingegneria aeronautica, di sfide all’impossibile e di una comprensione sempre più profonda del volo planato. Un viaggio che oggi, sulle correnti termiche delle Dolomiti, raggiunge la sua espressione più bella.
Perché un parapendio vola: la fisica del volo libero
Per capire perché un parapendio si mantiene in aria bisogna familiarizzare con due concetti fondamentali: il profilo alare e l’effetto Bernoulli. La vela di un parapendio non è una tenda piatta: è un profilo aerodinamico tridimensionale, gonfiato dalla pressione dinamica dell’aria in ingresso dalle celle anteriori. Questa forma — convessa sulla superficie superiore e più piatta su quella inferiore — non è casuale, ma ingegnerizzata per generare portanza. Quando l’aria scorre attorno al profilo, quella che passa sulla superficie superiore deve percorrere un tragitto più lungo rispetto a quella che scorre sotto. Per soddisfare il principio di continuità del flusso, l’aria superiore accelera, e — secondo il Teorema di Bernoulli — una maggiore velocità corrisponde a una minore pressione. Si crea quindi una differenza di pressione tra la superficie inferiore (pressione maggiore) e quella superiore (pressione minore), che genera la forza verticale chiamata portanza. Finché questa portanza supera il peso del sistema pilota-vela, il parapendio rimane in quota.
Il rateo di planata e le termiche
Un parapendio moderno scende costantemente rispetto all’aria circostante — questo è inevitabile, perché ogni corpo soggetto alla gravità perde quota. Ma il parametro chiave è il rateo di planata: le vele odierne arrivano a percorrere oltre 10 metri in avanti per ogni metro di perdita di quota. Questo significa che su un pendio con aria calma, il volo può durare a lungo. Ma il vero segreto del volo libero prolungato sta nelle correnti termiche. Una termica è una colonna d’aria calda che sale dal suolo riscaldato dal sole. Quando un parapendio entra in questa bolla ascensionale e il suo rateo di salita nella termica supera il suo rateo di discesa rispetto all’aria, il pilota guadagna quota. I grandi fondovalle alpini, come la Val di Fassa, sono macchine termiche straordinarie: le pareti rocciose dei Dolomiti si riscaldano rapidamente al mattino, generando correnti potenti e stabili che permettono voli di ore e ore a quote elevatissime.
I comandi: come si dirige una vela
Un parapendio si dirige tramite i freni: due comandi che agiscono sul bordo d’uscita della vela. Tirando il freno destro si aumenta la resistenza aerodinamica del semiale destro, facendo ruotare il parapendio verso destra; tirando entrambi si riduce la velocità e si aumenta la portanza per l’atterraggio. Con il tempo e la pratica, questa comunicazione tra mani, vela e aria diventa quasi istintiva, una conversazione silenziosa tra il pilota e l’elemento. Le vele moderne dispongono anche di acceleratori (che aumentano la velocità) e di trimmer per ottimizzare il profilo in condizioni variabili.
L’evoluzione del parapendio: quarant’anni di rivoluzione silenziosa
La storia del parapendio è recente, frenetica e affascinante. Tutto nasce negli anni ’60 e ’70 quando paracadutisti americani e francesi iniziarono a sperimentare lanci in pendenza con i loro paracadute rettangolari. Uno dei nomi fondamentali è quello di David Barish, che già nel 1965 ideò il concetto di “slope soaring” — il planare lungo i pendii delle montagne con un’ala tessile. Ma la nascita vera e propria del parapendio come disciplina sportiva autonoma è generalmente fatta risalire al 1978, quando il francese Jean-Claude Bétemps scese dalla vetta di Pointe du Pertuiset con una vela modificata, aprendo la strada a un movimento destinato a diffondersi in tutto il mondo.
Gli anni ’80 e ’90: dalla tela al tessuto tecnico
Nei primi anni Ottanta le vele erano rudimentali, con profili poco sofisticati e coefficienti di planata bassi. I piloti pionieri accettavano rischi elevati in cambio di un’esperienza senza precedenti. Ma l’ingegneria aerodinamica avanzò rapidamente: le prime celle interne comparvero per stabilizzare il profilo, i materiali passarono da tessuti porosi a nylon ad alta tenuta (i celebri Porcher Marine e successivamente i tessuti coperti di silicone o PU), e le funi di sospensione si trasformarono da corde da alpinismo in Dyneema e Aramide con resistenze enormi e diametri ridottissimi. La scoperta delle celle interne diagonali e dei profili ad alto allungamento rivoluzionò le prestazioni: a metà anni Novanta le vele competitive raggiungevano coefficienti di planata superiori a 9, con stabilità di volo impensabile per le prime generazioni. Le scuole di volo si moltiplicarono in tutto l’arco alpino, e il parapendio diventò una disciplina sportiva riconosciuta a livello internazionale con la nascita della Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) e delle prime competizioni ufficiali.
Il Duemila e la rivoluzione degli EN: la certificazione europea
Il vero punto di svolta per la sicurezza del parapendio arrivò con l’introduzione degli standard di certificazione europei, oggi conosciuti come norme EN 926-1 e EN 926-2 (LTF/AFNOR). Ogni vela viene oggi sottoposta a una serie di test standardizzati che simulano le situazioni critiche di volo: chiusure asimmetriche, avvitamenti, stalli, spirali. Solo le vele che superano questi test ottengono la certificazione di omologazione, suddivisa in classi che vanno dall’EN-A (massima sicurezza passiva, ideale per principianti e voli tandem) all’EN-D e CCC (alte prestazioni per piloti esperti e competizioni).
L’era moderna: materiali aerospaziali e design computazionale
Negli ultimi dieci anni l’industria del parapendio ha subito un’accelerazione tecnologica straordinaria. I profili vengono oggi progettati interamente con software di simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics) che analizzano milioni di configurazioni prima che venga realizzato un singolo prototipo. I tessuti hanno raggiunto porosità quasi nulla con grammature inferiori ai 40 g/m², le funi interne sono in Dyneema Sk75 e i connettori in titanio lavorato a CNC.
Le vele a celle aperte di nuova generazione per tandem, come quelle utilizzate da FassaFly, sono il risultato diretto di questo percorso: massima portanza, stabilità eccezionale anche in condizioni di turbolenza moderata, e comportamento prevedibile che riduce al minimo le sorprese. L’elettronica ha fatto il suo ingresso con variometri GPS parlanti, analizzatori di profilo in tempo reale e strumenti di navigazione che permettono al pilota di sfruttare al massimo ogni risorsa aerodinamica disponibile.
La sicurezza del parapendio moderno: un mezzo molto più sicuro di quanto si pensi
La domanda che si pone quasi ogni persona che si avvicina al parapendio è sempre la stessa: “Ma è pericoloso?”. La risposta onesta è: dipende da come lo si pratica. Un parapendio tandem con un pilota professionista certificato è statisticamente meno rischioso di molte attività sportive comuni, come il ciclismo o lo sci alpino. La percezione di pericolo è distorta perché il volo evoca un ancestrale senso di vulnerabilità, ma i dati raccontano una storia diversa.
I sistemi di sicurezza passiva
Una vela EN-A moderna ha una sicurezza passiva straordinaria: le chiusure si riaprono spontaneamente in pochi secondi senza intervento del pilota. I test di certificazione impongono che la vela si riconfiguri automaticamente da situazioni critiche come stalli, spirali involontarie e chiusure asimmetriche del 75% della superficie. In pratica, la vela vuole tornare a volare — il pilota deve solo lasciare i comandi e aspettare.
Il paracadute di emergenza (reserve)
Ogni imbrago professionale è equipaggiato con un paracadute di emergenza (reserve): un sistema di salvataggio che si apre in meno di tre secondi e che permette un atterraggio sicuro anche nel caso — rarissimo — in cui la vela principale dovesse diventare ingestibile. I piloti tandem professionali, come quelli di FassaFly, effettuano simulazioni di lancio del reserve periodicamente e mantengono il paracadute di emergenza costantemente revisionato e ripiegato da tecnici certificati.
La formazione del pilota e la selezione delle condizioni
Il fattore umano è il più importante. Un pilota professionista non vola mai in condizioni al di sopra delle proprie capacità: la valutazione del meteo, della stabilità dell’atmosfera, della velocità e direzione del vento è una competenza che si costruisce con anni di esperienza. I migliori piloti tandem hanno all’attivo migliaia di voli e sanno leggere il cielo come un libro aperto.
Esistono poi precisi protocolli operativi che i piloti professionisti seguono scrupolosamente: controllo pre-volo della vela e dell’imbrago (il cosiddetto “pre-flight check”), verifica della zona di decollo, briefing al passeggero, analisi della finestra meteorologica. Nulla viene lasciato al caso. Il volo in tandem con un professionista certificato è, in sostanza, la forma più controllata e sicura con cui un essere umano possa sperimentare la libertà del volo.
“Volare non è sfidare la morte. È imparare a rispettare le leggi dell’aria così profondamente da poterle usare a proprio vantaggio.” — Aforisma della cultura del volo libero
Le Dolomiti: il palcoscenico più bello del mondo per volare
Ci sono luoghi nel mondo in cui la natura sembra aver costruito tutto apposta per chi vuole volare. Le Dolomiti sono uno di questi. Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, le torri e le pareti di dolomia che si alzano verticalmente per centinaia di metri non sono solo uno spettacolo visivo unico: sono anche una macchina aerodinamica naturale di straordinaria efficienza.
Le grandi pareti esposte a sud si riscaldano rapidamente con il sole mattutino, generando correnti termiche potenti e ben centrate che salgono fino a quote di 2.500-3.000 metri. I fondovalle ampi e ben delineati creano corridoi di volo sicuri. L’aria pulita delle quote alpine garantisce una visibilità che in pianura è quasi impossibile: si vedono le vette del Gruppo del Sella, la Marmolada, il Sassolungo, il Catinaccio. Il parapendio sulle Dolomiti non è solo sport — è contemplazione.
La Val di Fassa: il cuore delle Dolomiti che vola
Tra tutte le valli delle Dolomiti, la Val di Fassa occupa un posto speciale. Incorniciata tra il Gruppo del Sella, il Catinaccio-Rosengarten e la Marmolada — la regina delle Alpi — questa valle ladina offre una concentrazione di decolli, termiche e panorami che ha pochi equivalenti in Europa.
L’esposizione della valle, la morfologia delle pareti e la qualità dell’aria la rendono perfetta per il volo in tutte le stagioni: in primavera le termiche nascono presto e la luce radente sulle pareti rosa-arancio crea atmosfere fotografiche; in estate le correnti sono potenti e i voli termici di quota sono all’ordine del giorno; in autunno l’aria si raffredda e si stabilizza, regalando voli di planata lunghissimi con una luce dorata che tinge di ambra le crode. La Val di Fassa vola, e chi la conosce davvero non vorrebbe volare da nessun’altra parte.
FassaFly: volare con i migliori, sulle Dolomiti che ami
In questo contesto nasce e prospera FassaFly, il servizio di voli in parapendio tandem con base in Val di Fassa, guidato dal pilota professionista Jimmy Pacher. FassaFly non è semplicemente un’attività commerciale: è la materializzazione di una passione autentica per il volo libero e per il territorio dolomitico, frutto di anni di esperienza, di competizione ad alto livello e di un amore profondo per questo angolo del mondo.
Jimmy Pacher: un campione che condivide il cielo
Jimmy Pacher è uno di quei piloti che hanno fatto del parapendio non solo una professione ma una filosofia di vita. Cresciuto tra le montagne della Val di Fassa, ha sviluppato fin da giovane una sensibilità per l’aria e per la lettura del meteo alpino che si costruisce solo vivendo la montagna ogni giorno, in ogni stagione. La sua carriera agonistica lo ha portato a competere nelle gare di crosscountry su percorsi europei e internazionali, affinando una comprensione del volo termico che pochi piloti possono vantare.
Ma ciò che distingue davvero Jimmy come pilota tandem è la sua capacità di trasmettere al passeggero non solo la sicurezza, ma anche la meraviglia. Durante il volo, mentre gestisce con assoluta naturalezza la vela e le condizioni atmosferiche, Jimmy è in grado di condividere la sua lettura del paesaggio, di indicare le vette, di raccontare la storia geologica di queste montagne incredibili. Volare con lui non è un servizio: è un’esperienza che rimane impressa nella memoria.
L’esperienza di volo tandem con FassaFly
Un volo tandem con FassaFly inizia molto prima del decollo. Jimmy effettua un accurato briefing con il passeggero: spiega i movimenti da fare al decollo, come posizionarsi durante il volo e soprattutto come prepararsi all’atterraggio. Non ci sono scorciatoie: ogni passeggero merita di capire cosa sta per fare, di sentirsi parte attiva di questa avventura, non semplice spettatore.
Il decollo avviene da spot selezionati personalmente da Jimmy tra i migliori della Val di Fassa, scelti in base alle condizioni del giorno per garantire il massimo della sicurezza e la migliore esperienza visiva possibile. Nelle giornate con buona attività termica, i voli si prolungano in quota per molti minuti o anche ore, raggiungendo panorami che dalla strada non si possono nemmeno immaginare.
FassaFly propone voli per tutti: per chi non ha mai sentito il vento sotto i piedi e vuole semplicemente vivere l’emozione del volo libero in sicurezza assoluta; per gli sportivi che vogliono aggiungere una dimensione verticale alla propria vacanza in quota; per le famiglie che cercano un’esperienza indimenticabile da condividere. L’unica limitazione è di peso (max 100 kg) e la necessità di condizioni meteorologiche adeguate — cosa che Jimmy valuta personalmente ogni mattina con la serietà di chi ha costruito su questo la propria reputazione.
La vela tandem: sicurezza e prestazioni unite
Le vele tandem utilizzate da FassaFly sono macchine aeree di ultima generazione, omologate EN-A per uso professionale, progettate specificatamente per il trasporto passeggeri. Hanno superfici alari ampie per supportare il peso del sistema bipostonico, bassa velocità di atterraggio per garantire il massimo comfort nella fase finale, e comportamento docilissimo in caso di perturbazione. Sono regolarmente ispezionate, sottoposte a controlli porosimetrici dei tessuti e revisionati nelle funi: nulla viene trascurato.
Il momento di volare è adesso
Ogni anno migliaia di persone arrivano in Val di Fassa per sciare, camminare, scalare. Molti guardano su, verso quelle pareti di roccia chiara che si perdono nel blu del cielo alpino, e si chiedono come deve essere volare lì in mezzo. Pochi, troppo pochi, si danno la risposta concreta. Eppure il parapendio tandem è oggi la forma più accessibile, sicura e spettacolare con cui chiunque — senza alcuna preparazione tecnica — può sperimentare il volo libero sopra le Dolomiti. Non è necessario essere sportivi, non è necessario avere esperienza di montagna, non è necessario non avere paura. La paura, anzi, fa parte del gioco: quella leggera contrazione allo stomaco al momento del decollo è il segnale che stai facendo qualcosa di vero, di autentico, di memorabile. Poi i piedi lasciano il suolo, la vela si stabilizza, e quella sensazione lascia il posto a qualcosa di totalmente diverso: libertà.
Con FassaFly puoi vivere tutto questo. Contatta Jimmy Pacher attraverso il sito www.fassafly.com, scegli la data del tuo prossimo soggiorno in Val di Fassa, e aggiungi al tuo viaggio una dimensione che non sapevi di stare aspettando. Il cielo delle Dolomiti ti aspetta.








